16/02/2012

Io Sanremo lo ascolto alla radio


Questa mattina, durante la rassegna stampa in tv, sembrava che sui giornali non si parlasse che delle gambe di Belén. Con ancora la tazzina in mano, riflettevo sul duro mestiere del sociologo e del critico televisivo: gente buttata giù dal letto all'alba per esprimere un parere sulle cosce ostentate all'Ariston dalla modella argentina.
Lo spacco vertiginoso di un vestito ha fatto dimenticare per un giorno le parole di Celentano che, in diretta nazionale, aveva auspicato in un colpo solo la chiusura di due fiori all'occhiello della stampa cattolica come Avvenire e Famiglia Cristiana e la rottamazione della Consulta.
 

Cerco di capire meglio cosa sia successo. I siti dei quotidiani online aprono tutti con lo scatto dello stesso lembo di carne, mentre il popolo di facebook indugia sulla farfalla tatuata sull'inguine destro della ragazza, sul vedo non vedo di uno slip scosciato. Con il passare delle ore, a dire il vero, i post lasciano spazio a fotomontaggi di ogni genere.
 
Al bar, la ragazza che mi ha servito la spremuta d'arancia non faceva che ripetere quanto la bellezza della show girl le fosse familiare. In edicola ho colto qualche commento scandalizzato per la novità di usare un corpo femminile in modo volgare per fare audience. Il panettiere, tornando a casa, mi strizzava un po' l'occhio come a dire "stai andando a vedere Sanremo brutto maiale". 
 
Per tutta la giornata ho dovuto rincorrere i video di youtube per non essere considerato fuori dal mondo, perché io Sanremo da anni lo seguo solo alla radio. La musica preferisco ascoltarla senza la distrazione di tutte quelle paillettes e delle mani enormi di Morandi. E poi ieri, ammettiamolo, la Rodriguez ha solo cercato, riuscendoci, di far parlare un po' di sé.
 
Ascoltando senza guardare, non sono stato lì a chiedermi se Belén indossasse o no le mutande. Però ho stretto forte i pugni quando Celentano ha ricordato Stanislao e Oliviero, i ferrovieri che da oltre due mesi lottano sulla torre del binario 21 della Stazione Centrale di Milano per chiedere la riassunzione di 800 colleghi e il ripristino dei treni notte che collegavano Palermo con il Nord
Ho urlato eddài quando Morandi ha fatto cenno alla vertenza dei 120 dipendenti della IMS di Caronno Pertusella, la fabbrica di duplicazione di Cd e Dvd che da mesi ha chiuso i battenti.
 
Di questi lavoratori e di molti altri ci occupiamo tutti i giorni, per questo, per qualche istante, ho sentito questo festival anche un po' mio.

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La meravigliosa vigna è di Lorenzo Pierfelice. ;-)

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Di Davide Colella il 16/02/2012 alle 19:54



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